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Incontro

Un giorno un vecchio, dal viso solcato dalle rughe e gli occhi marroni come la terra, si fermò in Cooperativa. Guardò a destra e a sinistra e ascoltò qualche urlo e frase strampalata, come quelle dette da Michelele o Bighin o da tanti di noi. Dopo poco, con un movimento di mano, attirò la mia attenzione e mi chiese: “Cosa vi rende così forti?”. Capii subito che la domanda si riferiva, non solo agli operatori, ma anche ai ragazzi... non nego che, in quel frangente, il vecchio mi scosse e come un tronco mi abbatté! Risposi mentendo ai miei pensieri, perché in quell'istante stavo pensando a una cosa che di solito penso spesso, e dissi la prima cosa che mi capitò tra le labbra: “Noi non siamo forti, siamo invincibili!”. Non seppi aggiungere altro, nessuna argomentazione! Così ritornai a pensare alle chiavi, che aprono serrature, che odorano di fragole rosse! Probabilmente il vecchio, che nel frattempo inarcò un sopracciglio, si accorse che dissi una cavolata, ma me l’abbonò fiducioso, presagio che un dì, lo saremo forse, davvero diventati... Dopo tanto tempo, dopo queste ultime settimane, nelle quali non sono mancati scontri e confronti, mi accorgo che la risposta data al vecchio non fu del tutto strampalata! Siamo come foglie sugli alberi in autunno! cit. Come cavalieri in battaglia senza armatura, la nostra carne è vulnerabile ai fendenti del nemico, alla pioggia e alla fatica, le nostre idee fragili come vasi di creta, costretti a viaggiare accanto a vasi di ferro! Nella stragrande maggioranza dei casi, che si presentano in Cooperativa, siamo come le barchette di carta nella vasca da bagno, dopo che il bambino ci ha giocato. Il bambino apre il rubinetto, simula cascate imponenti, o crea onde invalicabili, o con la mano entra ed esce nell’acqua spruzzando e urtando la barchetta come un mostro degli abissi. La sciupa, la sfregia, la percuote, ma per magia, una strana magia, la barchetta di giornale resiste... può essere un'utopia, ma mi piace pensare che la Cooperativa sia così: una fragile barchetta di carta di giornale invincibile alle onde, ai mostri e persino alla morte!

Quando ci svegliamo e andiamo a lavoro, siamo come quel bambino che pensa di essere il capitano coraggioso di un misterioso veliero pronto a salpare per l’avventura e terre ignote. Noi tutti sappiamo che affronteremo il misterioso mare aperto, i mostri e le sfighe, ma sappiamo anche che il mare aperto nasconde grandi tesori! Semplicemente e sussurrato dico che è l’amore per quello che facciamo e per le persone che ci circondano che ci rende invincibili, senza paura, altrimenti saremmo solo dei pazzi avventati!

Senza paura affrontiamo le sfide dell’oceano in una barca di carta di giornale!

 

di Matteo Pilotto

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