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Falegnami 2.0

 

Come realizzare opere d’arte con pezzi ritenuti inutili

 

 

Cari lettori dell’Eco va in stampa in questo numero vi racconto di un laboratorio particolare che è partito 15 mesi fa da un’idea degli operatori delle due sedi della Cooperativa L’Eco Papa Giovanni XXIII: la nostra sede di Carmignano di Brenta e quella di Povolaro di Dueville. E’ un progetto nato per far sì che noi falegnami ci cimentiamo all’esterno del nostro micro mondo relazionandoci con i nostri colleghi di Vicenza.

Questo laboratorio si svolge il Lunedì e il Mercoledì a Dueville nel reparto di falegnameria, noi di Carmignano siamo in due gruppi: il primo gruppo del lunedì è composto da: Jacopo, Cristian, Andrea, Giorgio, Luca, Samuele e da fine maggio mi sono aggiunto anch’io (Andrea Beltrame). A Dueville troviamo gli altri colleghi che stanno già lavorando e siamo coadiuvati (aiutati e consigliati) da un’equipe di quattro bravissimi e simpatici operatori: Giovanni, Fabrizio (della nostra Cooperativa) e Mauro di Dueville. Loro tre si occupano di gestire e programmare la produzione e il laboratorio della lavorazione del legno, mentre un altro operatore di Dueville, che si chiama Peterson, si occupa principalmente di gestire l’area commerciale e degli ordini.   

Appena arriviamo in falegnameria ci dirigiamo tutti in spogliatoio per indossare la tuta da lavoro o il grembiule. Io mi adatto a operare in tutte le fasi di produzione ma ultimamente sto provando e cerco di specializzarmi a progettare e realizzare i diversi tipi, prototipi e modelli di attaccapanni sia verticali che orizzontali.

Alla mattina non svolgiamo la pausa perché arriviamo in sede a Dueville verso le 10.00, perciò aspettiamo la pausa pranzo alle 12.00 e dura fino alle 13.30. Poi riprendiamo a lavorare fino alle 15.00, ci cambiamo, facciamo una micro pausa per bere un caffè e saliamo in pulmino per tornare a Carmignano per fare il cambio di pulmino e ripartire per tornare a casa.

In questo laboratorio di lavorazione del legno lo scopo è di produrre vari oggetti in legno, ad esempio: pagaie realizzate e finemente colorate a mano, pesci di varie grandezze per acquari, alberi di Natale, casette di Natale, piccoli sotto bicchieri fatti con pezzi di bancali rifiniti e incollati tra di loro, cavallini a dondolo, presepi e salvadanai a forma di maialino. 

Il materiale che utilizziamo sono pezzi di bancali vecchi o rotti o scheggiati.

Noi cerchiamo pezzi di legno particolari e se hanno qualche piccola imperfezione, come per esempio venature strane, nodi o sbavature ecc. Per noi sono i migliori, sono unici, rari e speciali come ognuno di noi.

Noi, insieme agli operatori, usiamo i tipici strumenti da falegname: sega, trapano, seghetto alternativo, carta vetrata per smussare gli angoli avvitatori levigatrici e per rifinire alla grande le assi, per poter poi così assemblare le nostre opere d’arte.

Finito di creare gli oggetti li consegniamo alla coordinatrice del Centro Diurno di Dueville che successivamente li espone in un negozio a Vicenza per poterli vendere.

 

 

La Redazione

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